Tre giorni al match. Sali sulla bilancia e mancano ancora tre chili. Parte la corsa che conosci: acqua tagliata, sale a zero, sauna, l’allenamento ridotto a sopravvivenza.

Arrivi al peso, ma ci arrivi vuoto e sul ring quel vuoto lo paghi colpo su colpo. Il problema non è la fight week: è quello che è successo nelle otto settimane prima.

Due tagli diversi, non uno

Nel taglio peso ci sono due lavori distinti, e confonderli è l’errore che svuota gli atleti. Il primo è la gestione cronica: il peso con cui ti alleni ogni giorno, che dipende dalla composizione corporea e si muove nell’arco delle settimane.

È lavoro lento e programmabile - quello che fa scendere davvero il numero. Il secondo è la perdita acuta: la manipolazione di acqua e sali nelle ultime 24-48 ore, che recuperi subito dopo la pesata.

Non tocca la composizione corporea: sposta liquidi, e basta.

Chi arriva all’ultima settimana con cinque o sei chili da togliere sta chiedendo al secondo lavoro di fare quello del primo. È lì che il taglio diventa pericoloso.

Più è grande la distanza dalla categoria all’inizio del camp, più sei costretto a scaricare acqua per coprire un margine che andava ridotto nei mesi, non nei giorni.


Gestire il peso nella fase cronica significa arrivare alla fight week con un margine piccolo e controllabile. In concreto:

  • un peso quotidiano vicino alla categoria, non lontano dieci chili
  • una velocità di calo sostenibile, intorno allo 0,5-1% del peso corporeo a settimana
  • la massa muscolare protetta: si toglie grasso, non motore
  • energia sufficiente a reggere i carichi del camp, senza spegnere recupero, sonno e lucidità

Quando la fase cronica è fatta bene, all’ultima settimana resta poco da fare: una manipolazione contenuta di acqua e sodio, e sei in categoria con le gambe ancora piene.

Cosa paghi quando rimandi tutto in fondo

Ogni chilo che scarichi nell’ultima settimana oltre il fisiologico te lo porti via insieme a qualcosa che ti serve sul ring.

Con l’acqua se ne vanno volume plasmatico, forza, prontezza, capacità di recupero: la testa rallenta, le reazioni si allungano, il fiato si accorcia.

E la reidratazione dopo la pesata non è una bacchetta magica - rimette quello che l’acuto ha tolto nelle ultime 48 ore, cioè liquidi, sodio, glicogeno.

Non restituisce le settimane passate troppo sopra categoria. Quel debito non si recupera in una notte.

La bilancia dell’ultima settimana non misura quanto sei disciplinato adesso. Misura quanto lo sei stato nelle otto settimane prima. Il peso si decide lì.